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Fonte Nuova - Alt della Soprintendenza, addio al prolungamento della Nomentana bis

 
 
Il tracciato del prolungamento della Nomentana Bis
La Nomentana bis resterà un’opera utile solo a metà. Nei giorni scorsi è arrivato il “no” della Soprintendenza e del Ministero dei Beni Culturali che hanno bocciato il progetto dal punto di vista paesaggistico. Già la decadenza delle Province aveva fatto sembrare insormontabili i vari problemi burocratici, come gli espropri e altre questioni riguardanti il comune di Roma che aveva chiesto di risolvere l’incrocio tra la Palombarese e la Nomentana bis, facendo passare in galleria la Palombarese.
Comunque ora ci ha pensato il Ministero a bocciare il prolungamento. Nell’ambito del procedimento della Conferenza dei Servizi sul progetto definitivo del Collegamento tra la strada provinciale Palombarese, la Nomentana Bis e la Centrale del Latte, con nota protocollata del 10 gennaio 2014 del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (Mibact) la Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici del Lazio ha espresso parere negativo alla realizzazione del tracciato definitivo progettato, facendo proprie le motivazioni del diniego della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Comune di Roma, ossia che il progetto non è compatibile con la tutela degli specifici valori ambientali e paesaggistici che caratterizzano la zona.
Quindi il progetto definitivo, come presentato in Conferenza di Servizi, non è approvabile per la successiva fase di progettazione esecutiva. Inaugurata un anno e mezzo fa, la Nomentana bis è costata più di 20 milioni di euro, finanziati dalla Provincia di Roma. L’apertura della strada ha smaltito il traffico sulla via Nomentana, specialmente nelle ore di punta, ossia la mattina verso Roma e il pomeriggio al ritorno.
Eppure ha creato anche problemi ad altri residenti, specialmente quelli di Santa Lucia e Marco Simone, visto che ha aumentato anche la mole di traffico che dalla Tiburtina o i quartieri limitrofi decide di passare verso l’asse Nomentano. Ma soprattutto viene da pensare che basterebbe “tagliare” quel prato davanti alla nuova rotatoria sulla Palombarese, fino alla Bretellina, per avere una soluzione definitiva al problema del traffico. Eppure è sempre sembrato molto difficile e ora il “no” del Ministero fa arrivare una pietra tombale sul prolungamento.
Va detto che già il progetto era stato aggiornato dalla Provincia di Roma, su segnalazione del comune di Roma, in particolare il sistema di rotatorie per l’immissione nella Bretellina con i vari rami che sono stati allargati. Un tratto che poteva risultare pericoloso, ma anche in questo caso arrivare in sottopasso sarebbe significato spendere ulteriori milioni di euro. Così era stata aumentata la lunghezza delle corsie di accelerazione per l’innesto sulla Bretellina in modo da consentire un più sicuro e adeguato innesto dei veicoli. La corsia larga 4 metri era stata portata a una lunghezza di 296 metri (tratto di accelerazione di 130 metri, immissione 116 metri e raccordo 50 metri).
Il progetto di prolungamento era stato approvato con delibera di giunta provinciale del 4 aprile 2009, per un importo complessivo di spesa di 3.060.000 euro. Nuovo impulso era arrivato con la conferenza dei servizi tenutasi il 29 settembre 2011. Un chilometro ulteriore di strada, per un costo che è arrivato intanto a 6,8 milioni di euro. La Provincia di Roma ha messo in bilancio i fondi necessari, ma il rallentamento burocratico aveva fatto scivolare quei fondi in un capitolo secondario che già ne rendeva quasi utopistico l’utilizzo. Ora il “no” in conferenza dei servizi scrive la parola fine.
 
Fonte: Tiburno

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