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Legambiente: Buzzi Unicem si confronti con il territorio!

Comunicato Stampa

Il comunicato della Buzzi Unicem del 28 luglio u.s. ricalca quelli che si sono susseguiti nel corso degli ultimi anni ogni qual volta si è osato parlare dell'impatto del cementificio sulla città di Guidonia e su tutto il circondario.
Chiunque si azzardi a formulare critiche legittime sulla gestione degli impatti ambientali del cementificio viene bollato come autore di una campagna stampa in cui le posizioni della BU vengono falsate e distorte.
Quel protocollo d'intesa “rigorosamente rispettato” dall'Azienda in questione non conteneva nulla di sostanziale: lo abbiamo detto nel 2008 e lo ripetiamo ora. Ma quello che è strabiliante è l'aggettivo “rigorosamente”.
Possiamo sapere in che cosa il protocollo è stato rigorosamente rispettato? Forse nell'impegno di rinunciare all'uso di combustibili derivati da rifiuti?
Nel protocollo veniva concesso il contentino della piantumazione di alberi per compensare quelli abbattuti nel corso delle escavazioni. Non ci risulta che questo sia stato fatto.
Altro aspetto da approfondire è il rifacimento di via della Pietrara che, sembra, verrà pagato per ¾ dai cittadini e per ¼ dalla BU malgrado quella strada sia utilizzata, al 90%, dal traffico pesante del cementificio.
Al contrario, per rispettare rigorosamente il protocollo, nell'agosto del 2010, la BU abbatteva un cospicuo numero di querce, circa 30, alcune delle quali secolari (almeno 8) ed altri alberi per allargare le sue cave. Con buona pace della riduzione della CO2.
Nel protocollo d'intesa non si parlava di “rifacimento in proprio”?
La strada, a quanto affermato dall'ing. Lisi, è stata fatta dal cementificio e poi “regalata al Comune di Guidonia” che ora deve pagarne la manutenzione. E' corretto trarne la conclusione che i “regali del cementificio sono costosi” oppure anche questo è un tentativo di distorcere la realtà?
Il cementificio, dal protocollo d'intesa tanto reclamizzato, ha ottenuto di aumentare la propria portata globale effettiva dei fumi vanificando, nella sostanza, i benefici che derivano dall'ammodernamento dei sistemi di filtraggio imposto dalla legislazione per ottenere l'AIA.
Ora, per collaborare all'abbattimento della CO2 locale, Buzzi Unicem chiede, come contropartita, di bruciare il CDR, o quello che, con creatività degna di maestri della pubblicità e della comunicazione, hanno battezzato CARBONVERDE. Chiamano “carbone” il petroleum-coke ed hanno inventato la parola carbonverde per non dire rifiuti polverizzati da bruciare nei forni.
A noi sembra che l'unico abbattimento evidente sia quello dei costi poiché il cementificio oltre a risparmiare sul combustibile fossile sarà addirittura pagato da tutti noi per lo smaltimento dei rifiuti!
Abbiamo l'impressione che la sostenibilità delle scelte di cui parla BU sia quella per le casse aziendali... quella ambientale, a Guidonia, è secondaria. Lo testimonia la pubblicità data al recupero di cave e di aree dismesse realizzato in altre città e Paesi. In questa parte di mondo il cementificio ci stà per sfruttare in modo intensivo il territorio ed esternalizzare i costi sociali e territoriali?
Sappiamo che le nostre domande resteranno senza risposta... ma noi continuiamo a farle. Anzi rinnoviamo quelle a cui, nel corso degli anni, non è stata data alcuna risposta:
  • cosa dicono i dati delle tre misteriose centraline, controllate dall'ARPA Lazio, che sarebbero state installate in posizioni rappresentative all'interno del cementificio per controllare le emissioni? Top secret?
  • Che ne è stato dello studio di coorte effettuato sui lavoratori del cementificio nell'ambito dell'indagine epidemiologica svolta sugli abitanti di Guidonia? E' possibile prenderne visione? Quella parte di studio da chi è stata pagata? Dal cementificio o dall'Amministrazione Comunale?
E' desolante constatare che persino le istanze più sacrosante dei cittadini di Guidonia, come quelle connesse alla tutela della salute pubblica, vengano disattese. Il rispetto per l'ambiente in genere, per la riduzione della CO2, delle polveri sottili o per il territorio escavato all'inverosimile è cosa ben al di fuori degli interessi e della portata ideologica degli imprenditori del cemento che, evidentemente, sono ancora all'età della pietra.
Per queste ragioni, nonostante la nota intolleranza alla critica da parte cementieri, ci riteniamo più che mai legittimati a sollevare dubbi ed esprimere perplessità, con dati alla mano, e ad evidenziare l'impatto ambientale del cementificio e il modus operandi della Buzzi Unicem a Guidonia.


Guidonia Montecelio, 2 Agosto 2011
Fonte: http://www.aniene.net

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