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L’Inviolata e la memoria corta dei politici


Mentre si susseguono in questi giorni le gravi notizie relative alla nefasta individuazione di siti per discarica di immondizie, da parte della Regione Lazio e del Commissario straordinario per i rifiuti di Roma e provincia, a Guidonia è in atto una rimozione del problema che – nello stesso àmbito – interessa pesantemente questo territorio.
E’ facile, da parte degli esponenti locali di Idv, Sel e Rifondazione, criticare le scelte avvenute su altri “sensibili” territori, come Corcolle (sì e no ad un km da Villa Adriana) o come Riano (lo hanno fatto in coro i monterotondesi Lucherini e Alessandri), dimenticando completamente che il sito dell’Inviolata non è solo denso di preesistenze storico-archeologiche, ma è (da 15 anni!) un Parco regionale e che, al suo centro, ospita un’immensa discarica che nessuna Amministrazione locale (regionale, provinciale o comunale) ha mai tentato fino in fondo di contrastare. Anzi.
Addirittura il ministro della Cultura Galan si è scomodato a parlare contro la scelta polveriniana della localizzazione della futura discarica definitiva di Roma, a Pizzo del Prete (naturalmente vicina ad area di valore paesaggistico e archeologico). Anche lui, evidentemente, non sa o non vuole sapere che, all’Inviolata di Guidonia, si consuma, da 25 anni, uno scempio paesaggistico oltre che una acclarata e costante minaccia ambientale e sanitaria. Anche sui giornali locali di Guidonia (v. ad esempio Dentro Magazine del 14 ottobre, pag. 2), si menzionano le problematiche che ora colpiscono altri territori, mentre si “dimenticano” quelle locali.
Questa rimozione del caso dell’Inviolata avviene proprio nel momento in cui più è forte – ed evidentemente unanime – l’attacco da parte degli esponenti politici ed amministrativi di Guidonia, attraverso l’appoggio alle potenti lobby di zona (cementieri, monnezzari, palazzinari e travertinari) e l’assenso al nuovo svincolo autostradale (con lavori che hanno interessato l’area del Parco regionale e con un aumento stratosferico di traffico ed inquinamento), al progetto di pavimentazione della Via della Selciatella (strada storica che conserva basolato antico), alla realizzazione del sesto invaso della discarica “cerroniana” (contornato da resti archeologici di valore), alla futura realizzazione del “cerroniano” impianto tmb per produrre le “ecoballe” da avviare all’incenerimento (entusiasticamente approvato dal sindaco guidoniano Rubeis).
Queste decisioni appaiono nefaste dal punto di vista ambientale e paesaggistico, ma anche da quello culturale, della salute e da quello economico. Come possono essere conciliabili una megadiscarica ed un impianto tmb con la raccolta differenziata dei rifiuti? Come accettare, sul proprio territorio (e, ovviamente, su ogni territorio), che si possano ignorare la storia e la memoria
locali? Come approvare l’aumento dell’inquinamento e, conseguentemente, dei danni alla salute dei residenti e dell’ambiente?
A queste domande gli amministratori locali non sanno dare risposte. E le ragioni possono essere solo due: ignoranza o interesse privato.
CRA – Comitato Risanamento Ambientale Guidonia
Il Portavoce -Romina Polverini

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